Android Messages

Nel campo della messaggistica, applicazioni come WhatsApp, Messenger, Snapchat, Telegram e Wechat attirano utenti implementando sempre più funzionalità e instaurando rapporti con partner chiave, mentre iMessage di Apple rimane punto di riferimento degli utenti iPhone. Volendo rimanere al passo con le concorrenti e volendo fare della propria applicazione l’applicazione nativa e preferita dagli utenti Android, Google ha rilasciato una nuova versione del proprio servizio di messaggistica, Android Messages

che oltre agli utenti ordinari cerca di attirare le aziende permettendo di inviare messaggi di testo riguardanti il proprio marchio, avvisi e altre comunicazioni, oltre a dare accesso a funzionalità non disponibili tramite SMS come messaggi di gruppo, foto ad alta risoluzione e conferma di lettura.
La tecnologia sfruttata per implementare queste funzionalità è basata sul protocollo Rich Communication Services (RCS), una tecnologia disponibile fin dal 2012 che ha una gamma più ampia di funzioni rispetto al sistema SMS, con cui rimane compatibile.
Questo tipo di flessibilità può essere molto interessante per quelle aziende che non sono interessate ad una soluzione che raggiunga solo una parte dei propri utenti base e che non implichi di scaricare una specifica applicazione di messaggistica.

Google, dopo le prime dichiarazioni di interesse per RCS, ha già annunciato accordi con Sprint, Rogers e Telenor per raggiungere gli abbonati in Canada, Stati Uniti, Europa e Asia mentre Deutsche Telekom, Globe, Orange e Vodafone potrebbero anche caricare Android Messages sui propri dispositivi come applicazione di default per la messaggistica.
L’espansione di Android Messages significa maggiore standardizzazione di Android in una realtà in cui accordi di partnership portano ad una varietà di applicazioni preinstallate che rendono le diverse piattaforme mobili molto diverse all’apparenza su telefoni differenti.
Google ha anche annunciato Android Messages sarà preinstallata sui telefoni di altri produttori così come in precedenza è stato fatto su smartphone quali Pixel, Android One e dispositivi Nexus.

fonte: punto-informatico.it

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