Chip Qualcomm a 48 core per sfidare Intel sui server

Dopo aver spopolato nel settore mobile Qualcomm si è data un obiettivo ambizioso: fare concorrenza a Intel nel mondo dei datacenter. Per tagliare il traguardo l’azienda sta lavorando da diverso tempo a un chip ARM molto potente, dotato di ben 48 core (esiste anche una soluzione sperimentale a 24 core).

L’azienda, nelle scorse ore, l’ha annunciato ufficialmente sottolineando che sarà prodotto con processo a 10 nanometri FinFET (come l’ultimo chip mobile Snapdragon 835). Non è chiaro chi si occupi della produzione, se TSMC o Samsung.
A titolo generale Qualcomm ha affermato che i 10 nanometri le hanno permesso di aumentare l’efficienza per area del 30%, ma anche di ottenere il 27% di prestazioni in più o fino al 40% di consumi in meno rispetto al processo a 14 nanometri.

Qualcomm lavora a questo progetto da quattro anni, un periodo intenso culminato con la produzione dei primi engineering sample, arrivati nelle mani dei primi possibili clienti, in previsione di una disponibilità commerciale nella seconda metà del 2017.

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Anand Chandrasekher, vicepresidente senior e general manager di Qualcomm Datacenter Technologies, ritiene che l’azienda abbia le carte più che in regola per sfidare la posizione di dominio di Intel, che ha in mano il 99% del settore.

“Quello che è eccitante per noi è che ci sono un certo numero di cambiamenti strutturali in atto nel mercato”, ha detto Chandrasekher a Venturebeat. “Il cloud sta divorando la produzione di server, e questo incide sulla filiera e l’ecosistema software. Questo, a sua volta, apre spazi per nuovi ingressi nel mercato dei datacenter”.
La famiglia di chip Qualcomm Centriq 2400 avrà fino a 48 core Falkor personalizzati ARMv8, pensati per le probanti operazioni di calcolo dei datacenter che richiedono efficienza energetica. Purtroppo l’azienda non ha rivelato ulteriori dati tecnici, ma ha spiegato che i core sono “SBSA compliant”, ossia compatibili con qualsiasi software che lavora su una piattaforma server ARMv8. Il chip integra anche la soluzione di sicurezza hardware ARM TrustZone.

Qualcomm ha dato una rapida dimostrazione del chip in funzione con Apache Spark e Hadoop su Linux, oltre che Java. Durante l’anno Qualcomm ha distribuito i primi kit per consentire agli sviluppatori di creare software in grado di funzionare sul chip quando arriverà sul mercato.

Chandrasekher ha sottolineato, in conclusione, che la sfida a Intel è solo all’inizio. “Non è uno sprint. Si tratta di una maratona. Ma è un’ottima maratona a cui partecipare”.

fonte: https://www.tomshw.it/

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