Final Fantasy XV

Final Fantasy XV è un gioco di ruolo giapponese con un vasto mondo tutto da esplorare, personaggi carismatici e una storia avvincente, nonostante spesso finisca in secondo piano rispetto al gameplay, vero fulcro del gioco.
PRO: Sistema di combattimento dinamico e fluido; protagonisti carismatici; direzione artistica eccellente; un vasto mondo ricco di segreti.
CONTRO: Storia raccontata in modo approssimativo; gestione della telecamera discutibile, soprattutto negli spazi stretti, magie troppo macchinose da creare e usare.
VERDETTO: Final Fantasy XV riesce nella sua missione di riportare in auge la saga grazie a un gruppo di personaggi a cui ci si affeziona rapidamente, ma anche a un sistema di combattimenti solido e divertente. Se la storia fosse stata raccontata in modo meno approssimativo avremmo di fronte un capolavoro; per ora bisogna accontentarsi di un buon Final Fantasy, che getta ottime basi per il futuro.
Mi ricordo come se fosse ieri la prima volta che mi sono avvicinato alla saga di Final Fantasy. Avevo poco più 14 anni e all’epoca Final Fantasy VII si apprestava a rivoluzionare il mondo dei JRPG. Da allora la serie di Squaresoft / Square Enix ha vissuto tanti alti e bassi, fra capitoli riusciti e altri decisamente meno.

Le vicissitudini di Final Fantasy XV le conosciamo tutti; annunciato dieci anni fa come Final Fantasy Versus XIII, avrebbe dovuto affiancare FFXIII come una sorta di capitolo più orientato all’azione.
Purtroppo in fase di sviluppo sono emersi innumerevoli problemi che hanno convinto il team a rimandare più volte l’uscita, rivedere da capo il progetto e cambiare piattaforme.

Solitamente uno sviluppo così travagliato non significa nulla di buono, ma per fortuna Final Fantasy XV sembra uscito indenne da questi problemi durati un decennio. O quasi.

Il viaggio è il protagonista

La storia di Final Fantasy XV narra le vicende di Noctis e dei suoi 3 amici / consiglieri / guardie del corpo: Gladio, Ignis e Prompto. Riassumere in poche parole la trama di un JRPG senza fare troppi spoiler è una vera impresa, tuttavia dovrebbe bastarvi sapere che il giovane protagonista è l’erede al trono di Lucis, l’unico regno del mondo di Eos che ancora non si è arreso al potente impero di Niflheim.
Come potete immaginare le cose sono destinate a mutare velocemente e così quello che doveva essere un viaggio che avrebbe portato verso le nozze fra Noctis e Lunafreya, principessa di un regno sottomesso da Niflheim, diventa un’impresa in cui Noctis e soci dovranno salvare il mondo (naturalmente).

In mezzo a tutto questo ci sono tantissime sfumature e colpi di scena che non vi racconto per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che completare il gioco non basta per godersi pienamente la trama di Final Fantasy XV.

Square Enix ha infatti imbastito una vera opera transmediale composta dal prequel / lungometraggio in computer grafica Kingslaive, la serie anime Brotherhood (incentrata sul rapporto fra i quattro protagonisti) e persino un racconto (disponibile in PDF sul sito di Square Enix) che spiega cos’è successo poco prima dell’inizio del gioco.
Lo sforzo della software house giapponese si scontra tuttavia con il modo in cui è raccontata la storia, che a volte sembra giusto accennata, in modo da far capire cosa spinge i quattro protagonisti ad andare avanti e qual è il loro prossimo obbiettivo. Niente di più.

Rispetto alle sottotrame convolute degli altri capitoli di Final Fantasy è stato fatto un passo indietro; qui la semplicità la fa da padrona, a volte fin troppo. L’idea di snellire la narrazione può essere positiva, ma a volta sembra davvero che ci sia poca carne al fuoco.

Fortunatamente a sostenere l’esile scheletro della trama ci pensano Noctis, Gladio, Ignis e Prompto, o meglio il rapporto che s’instaura fra i quattro eroi nel corso della loro avventura. Questo quartetto sembra veramente un gruppo affiatato di amici che litigano, scherzano, si rimproverano e si spronano a dare il massimo.
La loro caratterizzazione è ben riuscita: Noctis è sorprendentemente sarcastico, Ignis è saggio e sempre pronto a fornire utili consigli, Gladio è protettivo e sembra una sorta di fratello maggiore, mentre Prompto si presta a far la parte della snervante macchietta comica del gruppo.

Sono sicuro che quest’ultimo saprà strapparvi più di un sorriso durante l’avventura; con me ci è riuscito dopo un combattimento, quando ha cominciato a canticchiare la classica “Fanfare” che si sentiva nei vecchi Final Fantasy dopo aver concluso uno scontro. A volte, tuttavia, vi verrà voglia di buttarlo fuori dalla macchina, soprattutto quando vi chiederà di fermarvi ogni due per tre per fotografare questo e quello.

A questo cast di personaggi se ne aggiungono altri validi e altri di cui vi scorderete dopo poche ore, se non fosse per qualche missione secondaria, ma nulla all’interno del gioco è in grado di rivaleggiare con l’alchimia che si sviluppa fra Noctis e soci. Nemmeno i canonici super cattivi o la storia d’amore con Lunafreya; come si dice in questi casi “bros before h…” Cioè, prima gli amici, poi le ragazze.
Il carisma dei protagonisti è tale che ci si mette poco ad affezionarcisi; sotto questo aspetto il lavoro di Square Enix è semplicemente encomiabile. Un vero peccato che non siano supportati da una trama altrettanto di spessore; per rimediare vi consiglio di dare un’occhiata a Kingslaive, a Brotherhood e soprattutto al racconto pubblicato da Square Enix in PDF. Avere un’infarinatura in più sull’universo di Final Fantasy XV vi permetterà di godervi maggiormente il gioco.
Voglia di libertà
Final Fantasy XV è un RPG open world e in quanto tale vi permette di esplorare più o meno liberamente un vasto mondo ricco di segreti. Il team capitanato da Hajime Tabata è riuscito a dare una svolta indispensabile per questa saga, considerando che il capitolo precedente, FFXIII, è stato soprannominato “simulatore di corridoi” per la sua eccessiva linearità. Le cose sono migliorate leggermente con gli altri due capitoli di Final Fantasy XIII, ma senza convincere più di tanto fan e critica.
Ora invece i giocatori si possono divertire con un mondo ricco di meraviglie che attendono solo di essere scoperte; creature giganti, dungeon segreti, panorami mozzafiato. A volte, tuttavia, l’esplorazione è limitata da barriere imposte dagli sviluppatori e, per esempio, scordatevi di nuotare. Non siamo ancora ai livelli di Skyrim, ma per essere un Final Fantasy è davvero incredibile la libertà d’esplorazione concessa ai giocatori.

Nel corso delle vostre avventure vi ritroverete a girovagare con una macchina da personalizzare e tamarrare (la Regalia), con gli immancabili e instancabili Chocobo e a piedi, naturalmente. Sentite la mancanza della classica nave volante che vi porta in ogni parte del mondo? Non siete gli unici, ma dopo aver completato l’avventura si può trasformare la Regalia con un bel paio di ali, indispensabili per raggiungere alcune zone segrete “endgame”.
Considerando la natura open world di Final Fantasy XV è lecito aspettarsi una gran quantità di missioni secondarie, e in effetti è proprio così. In giro per Eos ci sono molti personaggi che attendono di essere aiutati e in grado di offrire ricompense più o meno utili. Oltre a questo ci si può cimentare con sessioni di caccia contro feroci creature, in gare con i Chocobo, in un minigame simile a una sorta di flipper futuristico e nella pesca, l’hobby preferito di Noctis.

Alcune missioni secondarie si rivelano intriganti, altre decisamente meno, come le consuete “fetch quest” (vai nel punto x, recupera l’oggetto y e riportalo al punto z) che continuano imperterrite ad attanagliare i giochi di ruolo. Il mio consiglio è di non perdere di vista la trama e di alternare missioni della trama principale e incarichi secondari senza spezzare troppo il ritmo.

Un discorso a parte lo meritano i mausolei, dungeon che permettono di sbloccare le Armi Ancestrali, potenti strumenti di distruzione che possono essere usati da Noctis al posto della canoniche armi bianche.

Non è un gioco per maghi

Le Armi Ancestrali ci portano dritti al sistema di combattimento, che in Final Fantasy XV è dinamico e molto fluido. Il giocatore può controllare direttamente solo Noctis, mentre gli altri membri del team sono gestiti dall’intelligenza artificiale. Si possono sfruttare fino a quattro armi, cambiandole istantaneamente in modo da sfruttare le debolezze dei nemici, e impartire alcuni ordini ai compagni di squadra.
Quando tutto funziona bene è un vero spettacolo fatto di mosse acrobatiche, spettacolari mosse combinate e potenti colpi sferrati in seguito a un teletrasporto, una tecnica che può essere usata anche per spostarsi dal centro dell’azione per riprendere fiato. A volte invece la gestione della telecamera complica inutilmente la vita, soprattutto negli spazi stretti o quando la visuale è ostruita da elementi dello scenario come piante e alberi.

Problemi di visuale a parte, i combattimenti sono soddisfacenti, soprattutto quando si affrontano grossi bestioni e mech corazzati. A supporto di tutto questo c’è un sistema di progressi simile alla sferografia di Final Fantasy X. Spendendo punti abilità si possono sbloccare potenti tecniche, migliorare le statistiche del team e molto altro.

L’equipaggiamento non gode della stessa profondità, visto che si possono scegliere solo le armi (4 per Noctis e 2 per Gladio e soci) e gli accessori (fino a un massimo di 3 per ogni personaggio). Le armi tradizionali si possono potenziare e si suddividono in numerose categorie; Noctis può usarle tutte mentre i suoi compagni sono più specializzati e possono usarne meno.

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Noctis può sfruttare anche le Armi Ancestrali, potenti armi che tuttavia impediscono di sfruttare gli attacchi combinati. Sarebbe stato bello avere qualche opzione in più per l’equipaggiamento del team, ma il sistema delle armi sopperisce a questa mancanza in modo semplice ed efficace.

Le magie invece non riescono ad essere altrettanto semplici ed efficaci. Per crearle bisogna prima trovare le fonti dei tre elementi (gelo, fuoco e fulmine) in giro per il mondo (qualcuno ha detto Final Fantasy VIII?), dopodiché si deve accedere a una schermata di crafting e combinare le fonti con oggetti specifici.

In base all’oggetto scelta e alla quantità di “materie prime magiche” si possono ottenere incantesimi dalla potenza e dagli effetti variabili. L’idea alla base sembra promettente ma è realizzata in modo inutilmente complicato e soltanto con un po’ di tentativi si riesce a capire come combinare al meglio fonti elementali e oggetti.

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Dopo aver creato un incantesimo lo si può equipaggiare come se fosse un’arma e usare in battaglia, ma il tutto si riduce a una sorta di “granata magica” da lanciare in mezzo ai nemici (sperando di non colpire i compagni di squadra).

Le magie hanno infatti un’area d’effetto che influenza il campo di battaglia; il gelo per esempio rallenta i nemici mentre il fuoco permette d’infliggere danni prolungati nel tempo. L’idea è convincente, soprattutto per quanto riguarda gli effetti dinamici sul campo di battaglia, ma non sono riuscito a digerire il fatto che gli incantesimi si debbano lanciare necessariamente come una bomba a mano.

Sicuramente Final Fantasy XV non passerà alla storia per la bellezza delle sue magie e chi lo desidera può affrontare la maggior parte del gioco (se non tutto) senza sferrare alcun attacco magico. Un’occasione sprecata da parte di Square Enix, anche se il sistema ha ottime basi. La speranza è che i prossimi giochi della software house possano espandere questo sistema, invogliando i giocatori a usare gli attacchi in modo efficace. In parole povere, Final Fantasy XV non è un gioco per maghi.

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Anche le potenti invocazioni, simbolo della saga, sono gestite in modo diverso, visto che questi potenti spiriti magici verranno in nostro soccorso automaticamente, a patto che si rispettino alcune condizioni, come per esempio quando tutti i membri del team sono in “crisi”, uno status che impedisce di sferrare attacchi e di difendersi. Sono lontani i tempi in cui si selezionava un’invocazione da un menu per avere la meglio sui nemici.

Square Enix ha motivato questa scelta grazie all’enorme potenza delle invocazioni, capaci di volgere le sorti della battaglia immediatamente a nostro favore con un singolo attacco. Se fosse stato possibile evocarle a proprio piacimento non ci sarebbe alcuna sfida. Una scelta che ha una sua logica, anche se non la condivido totalmente. Sicuramente sarete felicissimi di vedere una di queste potenti creature venire in vostro soccorso, ma scommetto altrettanto sicuramente che vi sarebbe piaciuto osservarle un po’ più spesso in azione.

Complessivamente, tuttavia, il sistema di combattimento creato dagli sviluppatori è convincente e molto dinamico. I fan dell’azione non resteranno delusi. Chi invece cerca un po’ di strategia può attivare la modalità attesa dal menu delle opzioni. Così facendo l’azione gli scontri si bloccano automaticamente quando non si preme alcun pulsante.

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Durante queste fasi di pausa potete studiare i nemici per caprine le debolezze, selezionare con calma la creatura da affrontare, impartire ordini ai compagni, usare oggetti e teletrasportarvi in punti di vantaggio per studiare meglio la situazione. A coronare la modalità attesa ci pensano alcune abilità specifiche da sbloccare spendendo punti azione.

Chi rimpiange uno stile di combattimento più old-school sarà contento di quest’aggiunta, anche se le frequenti pause stridono con la dinamicità dell’azione. Il mio consiglio è di fare qualche esperimento e di provare la modalità di battaglia a voi più congeniale. Sicuramente è meglio avere un’opzione in più che una in meno.

Il riposo del guerriero
Ogni eroe che si rispetti ha bisogno di riposarsi a fine giornata, di mettere qualcosa sotto i denti e di farsi una bella dormita quando calano le tenebre (e feroci mostri cominciano a popolare la mappa). Final Fantasy XV risponde a quest’esigenza in modo geniale, visto che il level-up dei personaggi non avviene più in tempo reale.

Ora i punti esperienza continuano ad accumularsi, ma soltanto riposandosi in giro per il mondo di gioco si possono sfruttare per far salire di livello i personaggi.

Inoltre, dormendo in hotel, camper o roulotte potete godervi un bonus variabile che moltiplicherà i punti ottenuti; i rifugi più economici garantiranno un bonus esiguo, mentre gli hotel di lusso arriveranno a raddoppiare o addirittura triplicare l’esperienza, al costo di diverse migliaia di guil (i soldi di Final Fantasy).

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Accampandosi sotto le stelle non si ottengono bonus esperienza, ma Ignis può dare sfoggio delle sue abilità culinarie, preparando pietanze che miglioreranno le statistiche per un periodo di tempo limitato.

A prima vista può sembrare un’idea nata solo per aumentare il coinvolgimento e il “realismo” del gioco ma in realtà questo sistema aggiunge maggiore profondità al gioco. Avete tanti punti esperienza accumulati? Cercate un hotel per moltiplicarli. Dovete affrontare una caccia impegnativa? Dormite in tenda e mangiate un piatto in grado di migliorare i punti salute o il valore di attacco.

Prima di dormire Prompto non esiterà a mostrare le fotografie scattate durante la giornata, con tanto di effetti in stile Instagram. Mentre scorrete gli scatti potete salvare le foto più belle (e condividerle online su Facebook o Twitter) in un album che racconterà il vostro viaggio. Un modo simpatico per ricordarvi dei personaggi che incontrerete nel gioco e per celebrare i momenti chiave della vostra avventura.

Nostalgia sonora

La direzione artistica di Final Fantasy XV è uno dei lati migliori del gioco. Eos è un vero spettacolo da esplorare e non mancano i momenti in cui viene voglia di fermare la Regalia per osservare da vicino le creature che popolano il mondo. Le lande di Eos sono ricche di scorci evocativi, panorami mozzafiato e tramonti da cartolina.

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Gli effetti meteorologici sono convincenti e il ciclo giorno e notte non è un mero effetto grafico, visto che al calar delle tenebre è facile imbattersi nei Daemon, potenti mostri che compaiono e che rappresentano una seria minaccia per un party con un livello troppo basso.

I modelli poligonali dei protagonisti e dei personaggi principali sono dettagliati, così come gli effetti speciali delle magie e delle invocazioni, capaci di trasformare temporaneamente il campo di battaglia.

Meno convincenti gli specchi d’acqua, un po’ troppo piatti, e l’aliasing, particolarmente evidente se si osservano da vicino le chiome dei quattro eroi. Inoltre è facile imbattersi in qualche texture a bassa risoluzione, ma anche in qualche calo di framerate e in un fastidioso pop-in che in alcuni casi fa comparire oggetti e creature dal nulla, davanti ai nostri occhi.

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Se non stessimo parlando di un gioco della saga di Final Fantasy si potrebbe perdonare facilmente questi difetti, soprattutto alla luce dell’ottimo lavoro svolto a livello artistico. Tuttavia la serie di Final Fantasy si è sempre contraddistinta per aver innalzato l’asticella della grafica su console.

Final Fantasy riesce a metà in quest’impresa, soprattutto con gli splendidi filmati CG ad alto budget, ma è evidente che Square Enix si è scontrata di petto con le complessità di un gioco open world e con la necessità di offrire un prodotto fruibile (e non uno slideshow) su PS4 e Xbox One.

Gli inevitabili compromessi adottati dal team di sviluppo impediscono a Final Fantasy XV di vincere la palma di gioco visivamente più bello su console, ma il risultato finale è comunque godibile e da promuovere senza esitazioni.

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Il comparto sonoro invece si descrive facilmente con una parola: perfetto. Final Fantasy XV permette di scegliere il doppiaggio in quattro lingue (giapponese, inglese, francese e tedesco) con i sottotitoli in italiano.

Visto che sono un grande appassionato di anime mi ha fatto piacere avere la possibilità di scegliere il doppiaggio originale in giapponese, ma anche le voci inglesi sono convincenti e ben caratterizzate.

La parte del leone, tuttavia, è svolta dalla colonna sonora. Gli splendidi brani composti da Yoko Shimomura (autrice delle musiche di “giochini” come Street Fighter 2 e Kingdom Hearts, fra gli altri) non fanno rimpiangere l’assenza di Nobuo Uematsu, vero e proprio simbolo della canzoni di Final Fantasy.

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Inoltre, i fan di questo storico compositore hanno di che gioire, visto che andando in giro con la Regalia (o anche a piedi se si compra il lettore MP3) si possono ascoltare tutti i brani della saga di Final Fantasy, da comprare come se fossero album nei vari negozi disseminati per il mondo di gioco. Una chicca che aggiunge un’enorme fattore nostalgia al viaggio di Noctis e soci.

Verdetto

Final Fantasy XV è un gioco strano e un Final Fantasy atipico, ma questi sono due pregi. Square Enix ha preso la saga e l’ha rivoluzionata in modo superbo, dando vita al progetto più ambizioso di sempre per la software house giapponese.

Questi dieci anni di sviluppo travagliato si portano dietro alcune cicatrici ma l’opera di Hajime Tabata è senza dubbio uno dei JRPG più coinvolgenti degli ultimi anni.

Gran parte del merito va a quei quattro ragazzi che scorrazzano sullo schermo nell’arco delle trenta e passa ore che vi serviranno per completare la campagna principale; un lasso di tempo che si può raddoppiare o triplicare nel caso si volessero completare tutte le sfide e ottenere tutti i trofei.

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L’avventura di Noctis, Gladio, Ignis e Prompto è davvero indimenticabile, non tanto per la storia avvincente ma quanto per la bellezza del loro viaggio. Del vostro viaggio. Mai come in questo caso si può dire che la destinazione non è la cosa più importante, ma come ci si arriva. Sembrerà un cliché da quattro soldi ma è la frase migliore per descrivere Final Fantasy XV.

Bentornato Final Fantasy, ci sei mancato. Sei cambiato. Ora sei cresciuto. Chissà quali nuove avventure ti aspettano. Non vediamo l’ora di scoprirle.

fonte: https://www.tomshw.it/

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