Microsoft consacra Surface

Il miglior autunno di sempre per Surface: Microsoft sceglie una formula familiare per glorificare le vendite della sua linea hardware, un tempo una scommessa azzardata e non particolarmente convincente ma oggi un prodotto di successo. Surface Pro, Surface Book, Surface Studio e Surface Hub: quattro prodotti diversi destinati a pubblici diversi, che secondo Microsoft stanno tutti riscuotendo grande successo.
La celebrazione dei PC di Redmond parte dal neonato Studio: il primo desktop all-in-one di famiglia è indubbiamente una novità interessante per l’offerta di Microsoft, sebbene non sia un formato completamente originale. Questo, assieme alla nuova versione del Book, pare comunque convincere la critica: citati esplicitamente gli articoli che suggeriscono l’upgrade da MacBook a Surface, segno che l’hardware sviluppato da Big M convince. Naturalmente c’è da valutare anche l’aspetto software della faccenda: MacOS è diverso da Windows 10, ma soprattutto se ci sono in ballo applicazioni specifiche presenti su una sola delle sue piattaforme il passaggio potrebbe non essere indolore.
Le vendite comunque procedono bene: Studio e Book sono spesso sold-out sui principali templi dell’e-commerce, dicono da Redmond, non solo negli USA ma anche nei pochi altri mercati dove sono venduti (Regno Unito in testa). Microsoft promette anche di allargare la vendita ad altri paesi nelle prossime settimane: ci sono diverse nazioni europee nella lista ma, purtroppo, l’Italia non figura ancora tra esse. Chi fosse interessato a provare questi prodotti dovrà accontentarsi, per ora, di acquistarlo all’estero e rinunciare alla tastiera localizzata in italiano.
Oltre a lodare Surface Book (con la sua base modulare) e Studio, Microsoft forse per la prima volta offre qualche indicazione su come si sta comportando un altro prodotto della linea: Surface Hub, frutto dell’acquisizione di Perceptive Pixel, ha avuto una storia complicata, ma pare abbia finalmente trovato la propria strada e anch’esso un buon successo. Sono ormai 2.000 i clienti che hanno ricevuto i propri ordini del maxi-schermo touch, con una media di 50 schermi per fornitura ma con picchi di 1.500 pezzi forniti a una singola azienda che si occupa di automotive.
Surface Hub non è un personal computer, bensì uno strumento pensato per la collaborazione tra colleghi in ambienti comuni come le sale riunioni: monta una versione particolare di Windows 10, compatibile con quella dei PC ma con alcune estensioni per supportare hardware specifico per l’utilizzo in comune (telecomandi per le presentazioni e simili). Inoltre, visto che il costo e l’ingombro di questo prodotto è decisamente superiore a quello di un singolo laptop, Microsoft ha deciso anche di avviare un programma di prova che consentirà di ottenere un Surface Hub per 30 giorni e valutare se davvero fa al caso della propria organizzazione.

fonte:http://punto-informatico.it

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