Recensione The Witcher 3 PC

thewitcher3_ssNella nostra recensione di The Witcher 3 Wild Hunt vi proponiamo confronti fra le opzioni grafiche disponibili nel nuovo titolo con RED Engine 3, l’analisi delle caratteristiche di gioco e un parere sul valore artistico del nuovo rpg. Che non è certo semplice da recensire, visto che servono più di 60 ore per completarlo!”

 

 

PRO
  • Narrazione di altissima qualità
  • Grossa enfasi sull’esplorazione in un mondo di gioco sterminato
  • Tantissime storie da vivere e longevità alle stelle
  • Oggi uno dei giochi con la migliore grafica in assoluto
  • Grande coinvolgimento con svariate attività da svolgere
CONTRO
  • Sistema di movimento rivedibile
  • Mondo di gioco non così personalizzabile come per altri giochi dello stesso genere

Introduzione

La serie The Witcher non è una tradizionale serie videoludica. E questo dipende primariamente dal tipo di narrazione voluto da CD Projekt RED, oltre che per i contenuti. I dialoghi sono lenti e i discorsi profondi, la musica è studiata innanzitutto per coinvolgere il giocatore nello scenario medievale e grande enfasi nella bellezza degli scenari. Insomma, in certi frangenti The Witcher ricorda quasi uno di quei film minimalisti europei degli anni ’70, anche se naturalmente non è solo questo.

CD Projekt punta a evidenziare uno scenario fantasy che rimandi ad altro e che non sia la sbiadita copia di troppi fantasy visti al cinema e nei videogiochi. È più che altro un inferno fantasy quello che viviamo in The Witcher 3, così come nei due altrettanto brillanti predecessori, incastonato all’interno di un mondo che si compone allo stesso tempo di intrighi di potere e di vite semplici e di auto-sussistenza, quelle dei sudditi della terra di Temeria, svantaggiati e sopraffatti dai più potenti. The Witcher 3 parla allo stesso tempo del lusso dei più ricchi e della vita di stenti e di credenze sovrannaturali di chi vive nelle paludi, ai margini più esterni della terra di Temeria.

La storia di The Witcher richiede tantissimo tempo per essere digerita e apprezzata in ogni sua sfaccettatura. È raccontata tramite lunghe e riflessive sequenze di narrazione, che fanno schizzare verso l’alto la longevità del gioco. Dovete proprio dire addio alla vita sociale se vorrete gustarvi The Witcher 3 nel massimo del suo splendore e apprezzando totalmente l’immersione che riesce a offrire, proprio perché l’ultimo capitolo, a differenza dei suoi predecessori, ha una portata ben maggiore.

Questo è possibile primariamente proprio grazie al RED Engine 3. L’obiettivo di CD Projekt con questo motore è stato infatti proprio quello di aumentare le dimensioni del mondo di gioco, senzarinunciare al dettaglio visivo del secondo capitolo. Adesso i giocatori hanno moltissimo da esplorare, all’interno di un’esplorazione oltretutto gratificante e ricompensatrice. Maggiori distanze visive e maggiore dettaglio poligonale fanno in modo che servano PC particolarmente potenti per muovere The Witcher 3, dotati delle più recenti GPU, ma anche di questo discorso ce ne occuperemo meglio più avanti.

La saga di The Witcher è ambientata nel mondo fantasy ideato da Andrzej Sapkowski, ma CD Projekt RED ha riscritto interamente la storia e buona parte dei personaggi, offrendo così ai giocatori uno scenario completamente inedito. Il tutto senza perdere il fascino dei dialoghi originali e della profondità dell’universo di Sapkowski, ma permettendo ai giocatori di averne esperienza in un modo incredibilmente coinvolgente come solo un gioco di ruolo che dura anche 100 ore può garantire.

E The Witcher è anche un fenomeno spiccatamente europeo. Sviluppato a Varsavia da CD Projekt RED è l’emblema di un prodotto nato indipendente e che ha spiccato il volo. È ormai il simbolo dell’Europa che sviluppa videogiochi, a cui ha fatto riferimento anche il Presidente Obama quando si è ritrovato a parlare di prodotti locali che sono assurti a fenomeni internazionali. Il tutto senza che CD Projekt abbia mai rinunciato a quella filosofia da software house indipendente che non ragiona in termini di massimo profitto possibile, che ottimizza al meglio anche su PC e che fornisce il gioco senza opprimenti misure di DRM, anzi anche senza DRM se si parla della versione GOG, il servizio di digital delivery della stessa CD Projekt.

Un altro elemento di differenziazione tra The Witcher e il resto dei giochi Tripla A riguarda poi lo stesso personaggio protagonista. Un inviso cacciatore di mostri che non dispone di poteri magici ma che deve fare i conti con le forze della natura per poter sovrastare i suoi avversari. Coinvolto tra i giochi di potere tra il Regno di Temeria e L’Impero di Nilfgaard, il witcher deve contare sulla sua conoscenza dell’alchimia e sulla sua abilità nel forgiare armi e infusi per preparare al meglio ogni combattimento. Come vedremo meglio più avanti, infatti, il focus in termini di gameplay in The Witcher è incentrato proprio sulla preparazione dei combattimenti oltre che sul raccogliere il massimo dell’esperienza messo a disposizione dalle attività facoltative in modo da poter poi affrontare la main quest.

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