Testdisk

In un mondo in cui lo storage cloud e i backup diventano sempre più comuni, i nostri dati sono sempre in pericolo per il possibile danneggiamento di un disco o di una pendrive. Del resto non si riesce ad eseguire il backup di ogni dispositivo di memorizzazione e soprattutto con le pendrive può capitare qualche incidente che danneggi alcuni file o addirittura la tabella delle partizioni. Non tutto, però, è perduto: anche quando un disco sembra illeggibile i file potrebbero ancora essere al suo interno e possono essere identificati da programmi come Testdisk. Naturalmente, la possibilità di recuperare file dipende molto dal filesystem della partizione in cui li avevamo registrati e da quanto esso è frammentato: è per questo motivo che è più facile recuperare dati da partizioni EXT piuttosto che FAT. Il filesystem di GNU/Linux, infatti, ha una frammentazione minima.
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Per avviare Testdisk basta aprire un terminale e dare il comando sudo testdisk. Il programma chiede se si vuole tenere un log delle azioni e degli eventuali errori: non è fondamentale, ma può essere utile per capire cosa sia andato storto se il recupero dovesse fallire. Il primo menu di Testdisk permette la selezione del disco su cui si vuole operare: basta spostarsi con le frecce su e giù e poi procedere premendo il tasto Invio.
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È importante specificare il tipo di partizione del disco che si sta cercando di recuperare: la maggioranza dei dischi e delle pendrive ha una tabella Intel, mentre i dischi rigidi più moderni, quelli dei computer forniti con le ultime versioni di Windows (8 o superiore), hanno partizioni di tipo EFI GPT. Se nel BIOS del PC è attiva la funzione EFI Secure Boot, il disco è certamente di tipo GPT.
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Testdisk offre varie opzioni: scrivendo il MBR code si può ripristinare la leggibilità di un disco il cui Master Boot Record era stato danneggiato. Si può anche tentare di modificare la geometria del disco; opzione utile nel caso in cui vi siano settori danneggiati, ma che richiede comunque una certa esperienza. L’opzione più semplice è Analyse, che permette di analizzare il disco alla ricerca di partizioni e file scomparsi.
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Il programma trova automaticamente eventuali incongruenze nel disco, per esempio un numero di settori errato, che possono essere la causa dell’impossibilità di accedere ai file. Inoltre trova le partizioni: è possibile che la partizione in cui sono archiviati i file che si stanno cercando non venga trovata immediatamente, se questa è danneggiata. Ma scegliendo l’opzione Quick search Testdisk scorrerà l’intero disco alla ricerca di eventuali partizioni danneggiate o eliminate.
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Dopo avere eseguito la Quick search, le partizioni disponibili per il recupero vengono elencate. Basta selezionarne una e premere il tasto P per ottenere un elenco dei file. Praticamente ci si ritrova con un semplice file manager che permette di spostarsi tra le varie cartelle della partizione: quando si trova un file (o una cartella) che si desidera recuperare, basta premere il tasto C. A quel punto Testdisk chiederà dove eseguire la copia: ovviamente è opportuno indicare come destinazione un altro disco rigido, di dimensioni pari o superiori a quello che si sta cercando di recuperare.

fonte: http://punto-informatico.it/s_4357098/Download/News/testdisk.aspx

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